Il distretto di Santa Croce sull'Arno, situato nella Toscana Centrale, si estende in un raggio di 10 chilometri, e conta circa 90.000 abitanti. Comprende i Comuni di Castelfranco di Sotto, Montopoli Valdarno, Santa Croce sull'Arno, Santa Maria a Monte e San Miniato, nella provincia di Pisa e Fucecchio nella provincia di Firenze.
Il distretto Conciario di Santa Croce sull'Arno rappresenta una delle principali realtà nel campo della lavorazione conciaria a livello italiano ed internazionale. Le prime attività conciarie risalgono alla metà dell‘800. Dopo la fine del secondo conflitto mondiale si assiste all’espansione di questa attività che va quindi a collocarsi nel tessuto urbano esistente. Con gli anni ’70  inizierà il processo di delocalizzazione degli insediamenti produttivi dai centri abitati alle zone industriali.
Questo processo dà avvio ad un percorso di industrializzazione caratterizzato dalla concertazione delle politiche di sviluppo fra le amministrazioni pubbliche locali e le imprese, attraverso le proprie associazioni, che istituzionalmente le rappresentano

Nel distretto è concentrato circa il 35% della produzione nazionale di pelli ed il 98% della produzione nazionale di cuoio da suola.
Il modello produttivo si caratterizza per una struttura estremamente frammentata di piccole e medie imprese, integrate con attività conto terzi specializzate in alcune fasi di lavorazione. Nel distretto sono presenti circa 600 aziende  tra concerie e lavorazioni conto terzi, con 8.000 addetti ed una dimensione media di circa 12 addetti.
A complemento del distretto nel corso degli anni si sono affiancate attività collegate direttamente o indirettamente ad esso che hanno dato origine ad un'altra importante fetta di occupazione e che riguardano  prodotti chimici, macchine per conceria, servizi, manifatture dell'abbigliamento, della pelletteria e delle calzature. Alcune di queste attività rappresentano realtà importanti nel contesto nazionale, seppure all’interno di nicchie di mercato (il settore macchine per conceria presente nel distretto rappresenta il 30% della produzione nazionale).
L’intera economia dell’area, con i suoi 100.000 abitanti, si regge sul settore e sulle attività ad esso collegate, direttamente o indirettamente.


 

Dati sul Distretto Conciario

Principali dati del distretto (valori assoluti e percentuali 2011)

Concerie

300

Lavorazioni c.to terzi e altre aziende del settore

300

Numero di addetti

6.000

Movimentazione merci in ingresso ed in uscita

250-300 Tir/giorno

Fatturato conciario complessivo del distretto

Circa € 1.500.000.000

Incidenza delle esportazioni sul fatturato

70%

Fonte: Associazione Conciatori - Consorzio Conciatori Ponte a Egola

 

 

Principali investimenti e costi ecologici del distretto al 31/12/2011 (Milioni di €)

A - Realizzazione Opere Collettive (depuratori e altri impianti smaltimento)

237,562

B - Interventi a piè di fabbrica

577,595

C - Costo Esercizio dei depuratori dal 1979

881.242

A+B+C

1.696,399

 
Relativamente ai flussi commerciali il 75% delle materie prime, pelli grezze o semilavorate, provengono dal macello europeo e dall’Est- Europa, il 15% da quello nazionale e il 10% da altri mercati soprattutto dell'America del Nord e America Latina. Quest'ultima quota è in continuo aumento.
Le esportazioni rappresentano circa il 70% del fatturato e sono indirizzate prevalentemente al mercato europeo a quello asiatico e nord americano.
 
 

 

 

Organizzazione del Settore Conciario

 

Le aziende conciarie del comprensorio sono state affiancate nelle diverse problematiche della loro attività dalle associazioni locali di categoria.

Le stesse confluiscono infatti in due organizzazioni:
l’Associazione Conciatori di S.Croce:
che raccoglie circa 200 concerie ubicate sulla riva destra dell’Arno nei Comuni di S.Croce, Fucecchio e Castelfranco, per lo più specializzate nella concia al cromo
il Consorzio Conciatori di Ponte a Egola
a cui aderiscono circa 70 concerie del Comune di San Miniato, che producono prevalentemente cuoio da suola e pellami conciati al vegetale.

Breve descrizione dell’attività svolta
Le Associazioni hanno svolto e svolgono l’importante ruolo di accompagnamento allo sviluppo industriale del distretto, attraverso il supporto alle imprese nei programmi di trasferimento dei loro impianti dai centri urbani alle aree industriali e l’azione di adeguamento del comparto alle nuove normative ambientali sulle acque, sul suolo e sull’atmosfera. Oggi, la lavorazione conciaria nell’area del Distretto di Santa Croce sull’Arno è riuscita a ridurre al minimo l’impatto con l’ambiente. Le Associazioni, inoltre, prestano assistenza alle aziende associate in materia di prevenzione infortuni, igiene nei luoghi di lavoro, di agevolazioni finanziarie, ricerca, formazione professionale, contrattualistica, ed altri servizi.
Nel tempo hanno implementato lo sviluppo commerciale all’estero, promovendo e coordinando la partecipazione a mostre e fiere internazionali. La crescente vocazione all’export delle concerie del distretto è provata dalla loro presenza, pari al 65-70%, delle concerie italiane partecipanti alle manifestazioni fieristiche internazionali di settore.
Oggi, le aziende associate, intrattengono rapporti con quasi tutti i paesi dell’Unione Europea, con gli Stati Uniti, Canada, con i Paesi asiatici, la Cina, Giappone Hong Kong, Corea,  l’Africa Sub-Sahariana, Stati America Centrale e Meridionale, e l’est Europeo.  Rapporti occasionali si sono verificati con paesi del Medio Oriente, Nord Africa.ed ingegneria chimica-conciaria con l’Università di Pisa.

 

 

Tutela Ambientale

Dagli ultimi dieci anni è in atto un progressivo aumento produttivo, seppur in presenza di momenti congiunturali, che non hanno comunque mai intaccato i livelli occupazionali.

Questi risultati sono dovuti alla struttura stessa del distretto, che ha saputo infatti sviluppare al suo interno una elasticità produttiva che gli ha consentito di sostenere forti accelerazioni e di assecondare, con estrema variabilità ed urgenza, le richieste dei mercati e delle mode sempre più diversificati, grazie ad una altissima specializzazione ed ad una straordinaria capacità di integrazione delle singole unità produttive.
Dal lato degli approvvigionamenti delle materie prime il distretto ha cercato di rispondere alle diverse disponibilità di produzione di pellame grezzo, proveniente anche dai mercati emergenti, con una diversificazione dei mercati di approvvigionamento ed con una maggiore selezione dei fornitori. Ulteriori vantaggi sono stati ottenuti attraverso primi tentativi di ristrutturazione organizzativa delle imprese del settore. Questo non ha naturalmente riguardato gli assetti proprietari ma essenzialmente la possibilità di economie di scala nelle fasi dove maggiore è la concorrenza internazionale. Gruppi o consorzi sono stati costituiti per l'acquisto dei fattori della produzione (materie prime e prodotti chimici), per l'ottimizzazione dei canali commerciali, della produzione, della ricerca e sviluppo e in alcuni casi della logistica.
Tuttavia i risultati più significativi si sono registrati sul versante della produzione. In questo caso l'intero distretto ha puntato sui fattori che da sempre lo contraddistinguono: flessibilità produttiva, qualità, gamma, personalizzazione e contenuto moda.
Gli elevati standard tecnologici delle imprese del settore hanno permesso di ampliare notevolmente sia la qualità che la gamma dei prodotti offerti. Attualmente nel distretto è possibile la lavorazione di qualsiasi tipo di bovino, ovino, rettile ed in pratica qualsiasi tipo di pellame. Ciò ha consentito al distretto di riuscire a soddisfare il contenuto "moda" di una domanda caratterizzata da produzioni di piccoli lotti di elevata qualità, non standardizzate, con tempi rapidi di consegna. Sempre di più è il distretto stesso ad anticipare le tendenze moda coniugando, esperienza secolare, evoluzione tecnologica, estro e creatività.
La tutela dell'ambiente rappresenta non solo la strada per nuovi mercati ma anche la via per il contenimento e la riduzione dei costi di produzione.
Questi risultati sono stati ottenuti grazie alla realizzazione di impianti centralizzati di depurazione leader riconosciuti in campo internazionale, che attraverso sistemi automatizzati di controllo della quantità e qualità delle acque reflue hanno creato sistemi di tariffazione premianti per le aziende meno inquinanti.
Le politiche territoriali definite Pacchetto Ambiente mirano a rafforzare ulteriormente gli interventi ambientali in maniera integrata, sulla riduzione e sullo smaltimento alternativo di fanghi, sui sottoprodotti della lavorazione, sui rifiuti solidi industriali e sull’abbattimento delle emissioni di CO2, attraverso programmi di sperimentazione definiti ad un tavolo distrettuale.

 

 

Tendenze Evolutive

Dagli ultimi dieci anni è in atto un progressivo aumento produttivo, seppur in presenza di momenti congiunturali, che non hanno comunque mai intaccato i livelli occupazionali.
Questi risultati sono dovuti alla struttura stessa del distretto, che ha saputo infatti sviluppare al suo interno una elasticità produttiva che gli ha consentito di sostenere forti accelerazioni e di assecondare, con estrema variabilità ed urgenza, le richieste dei mercati e delle mode sempre più diversificati, grazie ad una altissima specializzazione ed ad una straordinaria capacità di integrazione delle singole unità produttive.
Dal lato degli approvvigionamenti delle materie prime il distretto ha cercato di rispondere alle diverse disponibilità di produzione di pellame grezzo, proveniente anche dai mercati emergenti, con una diversificazione dei mercati di approvvigionamento ed con una maggiore selezione dei fornitori. Ulteriori vantaggi sono stati ottenuti attraverso primi tentativi di ristrutturazione organizzativa delle imprese del settore. Questo non ha naturalmente riguardato gli assetti proprietari ma essenzialmente la possibilità di economie di scala nelle fasi dove maggiore è la concorrenza internazionale. Gruppi o consorzi sono stati costituiti per l'acquisto dei fattori della produzione (materie prime e prodotti chimici), per l'ottimizzazione dei canali commerciali, della produzione, della ricerca e sviluppo e in alcuni casi della logistica.
Tuttavia i risultati più significativi si sono registrati sul versante della produzione. In questo caso l'intero distretto ha puntato sui fattori che da sempre lo contraddistinguono: flessibilità produttiva, qualità, gamma, personalizzazione e contenuto moda.
Gli elevati standard tecnologici delle imprese del settore hanno permesso di ampliare notevolmente sia la qualità che la gamma dei prodotti offerti. Attualmente nel distretto è possibile la lavorazione di qualsiasi tipo di bovino, ovino, rettile ed in pratica qualsiasi tipo di pellame. Ciò ha consentito al distretto di riuscire a soddisfare il contenuto "moda" di una domanda caratterizzata da produzioni di piccoli lotti di elevata qualità, non standardizzate, con tempi rapidi di consegna. Sempre di più è il distretto stesso ad anticipare le tendenze moda coniugando, esperienza secolare, evoluzione tecnologica, estro e creatività.
La tutela dell'ambiente rappresenta non solo la strada per nuovi mercati ma anche la via per il contenimento e la riduzione dei costi di produzione.
Questi risultati sono stati ottenuti grazie alla realizzazione di impianti centralizzati di depurazione leader riconosciuti in campo internazionale, che attraverso sistemi automatizzati di controllo della quantità e qualità delle acque reflue hanno creato sistemi di tariffazione premianti per le aziende meno inquinanti.
Le politiche territoriali definite Pacchetto Ambiente mirano a rafforzare ulteriormente gli interventi ambientali in maniera integrata, sulla riduzione e sullo smaltimento alternativo di fanghi, sui sottoprodotti della lavorazione, sui rifiuti solidi industriali e sull’abbattimento delle emissioni di CO2, attraverso programmi di sperimentazione definiti ad un tavolo distrettuale.

 

Ricerca e Formazione - PO.TE.CO. (POLO TECNOLOGICO CONCIARIO)

 

Il tema della formazione e della qualificazione del personale è uno dei temi centrali per una ulteriore sviluppo del distretto. Le associazioni o i consorzi che raggruppano le imprese del distretto offrono da tempo servizi formativi di elevato livello. A queste si è affiancato il nascente Polo Tecnologico Conciario che, si occupa di promuovere la specializzazione del personale tecnico sia a livello di scuola media superiore che universitaria e di intraprendere attività di formazione professionale e di ricerca applicata. La configurazione attuale vede presenti nel polo tecnologico le aziende conciarie, le lavorazioni conto terzi e le aziende calzaturiere del distretto, per una configurazione complessiva di Polo tecnologico della filiera Moda.
In particolare i campi di intervento del Polo Tecnologico Conciario società a mista pubblico-privata a maggioranza privata, riguardano:

A) LA SOSTENIBILITÀ AMBIENTALE, dove confluiscono strumenti e progetti specifici finalizzati alla ricerca ed applicazione di soluzioni per il monitoraggio ambientale e l'ecocompatibilità del comparto,
B) IL MERCATO, dove confluiscono i progetti di innovazione di prodotto e di comunicazione esterna. Il processo di attivazione del Polo è caratterizzato dalla graduale definizione e sperimentazione di alcuni "strumenti di ricerca applicata" a supporto di tutte le concerie, le lavorazioni conto terzi e i calzaturifici del distretto.
C) La Conceria Sperimentale ed il laboratorio, il cui obiettivo è di incrementare la competitività del settore in una prospettiva di sviluppo sostenibile, agendo sui processi critici per la qualità ambientale e l’efficienza dei suoi fattori produttivi e partecipando a programmi di ricerca e sviluppo per l’introduzione di elementi di innovazione di prodotto, di processo e di tipo organizzativo.
D) La Formazione delle risorse umane, intesa come valorizzazione del patrimonio di competenze imprenditoriali, manageriali e tecnico-specialistiche. Per quanto attiene la scuola media superiore è attivo un indirizzo chinico-conciario con l’Istituto Tecnico Cattaneo di San Miniato, mentre a livello Universitario sono attive due Lauree Applicative in chimica-conciaria ed ingegneria chimica-conciaria con l’Università di Pisa.

 

 

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