GIOVANI2.jpgIl futuro del distretto conciario toscano passa anche per il Gruppo Giovani Conciatori, che a un anno dal rinnovamento della sua composizione si sta ritagliando un ruolo sempre più incisivo nelle dinamiche distrettuali.

Nato nel 2001, coordinato dal vicedirettore Assoconciatori Aldo Gliozzi, il Gruppo è attualmente il maggiore gruppo di giovani imprenditori della categoria in Italia.

 

Delle iniziative e delle future attività del Gruppo, rinnovatosi nel 2014, e dei temi su cui i più giovani imprenditori pensano sia necessario sensibilizzare l’opinione pubblica abbiamo parlato con i suoi membri, età media tra i 20 e 30 anni, ma già con grande esperienza alle spalle, onere e onore del crescere in famiglie di imprenditori. «Ho imparato tanto dall’esperienza di questo Gruppo-dice Alvaro Banti, della conceria Alba- nel quale fin da subito ho trovato persone disponibili, serie e motivate. Le esperienze che mi ha permesso di vivere l’Associazione Conciatori mi servono tutt’ora per risolvere alcune problematiche interne alla mia azienda, soprattutto grazie allo scambio di opinioni tra persone che operano nello stesso comparto e che hanno indubbiamente più esperienza di me. Delegazioni da tutto il mondo visitano il distretto conciario toscano e le società consortili create dai conciatori toscani per replicare nei rispettivi distretti le tecnologie che in questi anni abbiamo adottato per ridurre l’impatto ambientale, un nostro impegno che bisogna continuare a comunicare all’esterno».

 

«Sebbene sia sempre stato a contatto con il settore –aggiunge Antonio Rossi, della conceria Montana-non ho mai avuto la possibilità di conoscerlo a fondo e di conoscere le varie strutture che ne fanno parte, fino a che non sono entrato nel Gruppo Giovani. Dal mio punto di vista questo gruppo ha un’importanza fondamentale, sia per chi sta cercando di avvicinarsi a questa realtà, sia per chi ne fa già parte. Stare insieme e promuovere la condivisione e l’incontro sono a mio avviso aspetti fondamentali per uno sviluppo comune e per affrontare problematiche che interessano trasversalmente l’intero distretto. Secondo me la collettività poco conosce di quanto viene fatto per la tutela ambientale in questo distretto conciario e le opinioni, molto spesso, sono ancora guidate da luoghi comuni obsoleti e completamente smentiti dalla realtà attuale». «Far parte del Gruppo-dice Paolo Cioni, conceria Yankee-mi ha permesso di avere una visione sul distretto conciario a 360 gradi, a partire dalle attività che svolgono quotidianamente le consociate: per i giovani imprenditori è fondamentale conoscerne il contributo al sistema distrettuale complessivo, così come si rivela fondamentale confrontarsi con altri giovani imprenditori che condividono la stessa attività, per un progressivo arricchimento di idee e spirito critico. E' utile sensibilizzare il pubblico sugli investimenti che le concerie del nostro distretto fanno per offrire prodotti di qualità nel mercato italiano e nei mercati emergenti dove la voglia di pelle made in Italy è tanta».«Il tema ambientale, continuamente riproposto e imputato ai conciatori, ha subito grandi cambiamenti nel corso degli anni, e in questo distretto conciario sono stati raggiunti livelli di affidabilità e sicurezza ben al di sopra degli standard mondiali-aggiunge Niccolò Banti, conceria Alba- per cui sarebbe auspicabile una sempre maggiore sensibilizzazione del pubblico su questa tematica».

 

«Essere giovani imprenditori conciari non è semplice-dice Lorenzo Brogi, conceria Settebello- in quanto subentriamo a far parte di meccanismi ben collaudati, in un settore in cui divenire competenti e indipendenti richiede tempi lunghi e una dedizione pazzesca, dovendoci confrontare con almeno 2 generazioni quotidianamente. Ma si tratta anche di una opportunità ricca e stimolante, così come l’esperienza nel Gruppo Giovani è complessivamente utile a fare maturare insieme una classe di imprenditori, che un domani subentreranno nella gestione delle dinamiche aziendali e condivideranno delle problematiche comuni ».

 

Opinione condivisa da Simone Bertini, della conceria Bertini Franco 1972 che dice : « Il Gruppo Giovani può servire a creare da una parte maggiore consapevolezza del distretto e dei vari impianti ad esso collegati e dall’altra ad istaurare rapporti più diretti con gli altri conciatori, rapporti che possono creare più unione tra gli imprenditori e contribuire ad  un fronte comune in caso di problematiche, e che possono essere utili per l’evoluzione globale del nostro comparto. Sarebbe utile estendere ad un pubblico sempre più vasto le visite agli impianti consortili del distretto, comunicando quanto impegno e investimenti stanno dietro all’eccellenza di questo comprensorio che senza presunzione possiamo definire un po’ come la Ferrari dell’industria conciaria mondiale».

 

 

«Le attività realizzate con il Gruppo Giovani-aggiunge Valentina Pieraccioni, della conceria Cervia- confermano quanto sia importante avere una sinergia tra le nostre aziende. Se l’unione fa la forza, è inevitabile che i risultati positivi che derivano dagli investimenti delle aziende hanno poi un effetto domino sul comprensorio e ciò assume un’immagine rilevante a livello internazionale. Noi giovani abbiamo la responsabilità di impegnarci nelle difficoltà quotidiane del nostro lavoro, affrontando i problemi in modo diretto, anche attraverso il confronto tra di noi. Dobbiamo fare  tesoro della grande opportunità che abbiamo di imparare dalla lunga esperienza dei nostri genitori e sviluppare sempre più la capacità di unione tra le nostre realtà, per non smettere mai di migliorarci: gli incontri tra noi giovani conciatori seguono anche questa direzione».

 

Al Gruppo Giovani Conciatori si deve inoltre una delle iniziative di maggior successo che negli ultimi anni ha coinvolto trasversalmente tutte le forze del tessuto socio-economico locale e non solo, il progetto didattico Amici per la Pelle nato da un’idea dell’ ex coordinatore del Gruppo, Roberto Giannoni, ora vicepresidente Assoconciatori. «Grazie a questo progetto-dice la coordinatrice del Gruppo Giovani Francesca Signorini, della conceria Victoria- siamo riusciti a coinvolgere le più giovani generazioni facendo loro scoprire l’ampio patrimonio di risorse connesso all’industria della pelle. Questo gruppo vuole continuare ad aiutare gli imprenditori più giovani a maturare coinvolgendoli nelle dinamiche dell’industria conciaria favorendo così il progressivo rinnovamento di questo comparto. In quest’ottica, tra le iniziative che stiamo definendo per i membri del Gruppo ci sono specifici percorsi formativi sul processo produttivo. Questi corsi si svolgeranno presso il POTECO e daranno ai giovani imprenditori una visione globale e concreta dell’intero processo industriale della filiera-pelle analizzandone le singole fasi e le diverse caratteristiche tecniche».

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