5CENA.jpg La crisi non è ancora alle spalle ma complessivamente la concia made in Toscana regge e si conferma uno dei settori più vitali del manifatturiero, pronto a rinnovarsi per crescere ancora e conservare la sua leadership sul mercato mondiale:

è fiducioso l’approccio con cui guardano al nuovo anno i conciatori toscani, come emerge nel tradizionale appuntamento della cena degli auguri di Natale promosso da Associazione Conciatori con Consorzio Conciatori di Ponte a Egola, svoltosi giovedì 10 dicembre al Museo della Conceria di Santa Croce sull’Arno.

 

Non solo concia. Tra gli oltre 300 ospiti presenti all’evento erano numerosi, con gli imprenditori, anche i rappresentanti di autorità, istituzioni e di tutte le categorie produttive del territorio. «Intorno all’ industria conciaria di questo comprensorio-dice il presidente Assoconciatori Franco Donati- si sviluppa un articolato sistema socio-economico in cui ciascuna parte si impegna a concorrere al benessere complessivo. Negli anni l’industria conciaria è cresciuta e con essa è maturato l’intero sistema distrettuale di questo territorio: continuando a fare squadra possiamo migliorarci ancora e prepararci alle nuove sfide, innanzitutto un nuovo anno che porta con sé incognite legate ad un mercato continuamente in evoluzione e poi attuare le necessarie strategie per mantenerci competitivi e innovativi». Ricerca, formazione e sostenibilità ambientale continueranno ad essere le maggiori aree su cui si concentrano gli investimenti dei conciatori toscani. «Prosegue il  nostro programma per l’attuazione delle iniziative legate alla nuova certificazione della qualità della pelle e per valorizzare sempre più l’impegno dei conciatori del distretto: in un mercato globale così attento alle tematiche ambientali ed etiche crediamo che sono maturi i tempi perché venga riconosciuto definitivamente ciò che investiamo per  mantenerci al top anche nel prossimo futuro».

 

Futuro che passa per le nuove generazioni di imprenditori e nuovi professionisti della filiera-pelle, bacino prezioso per evoluzione e crescita del polo conciario « giovani che già sono protagonisti delle dinamiche di questo distretto-dice Donati- favorendo un ricambio generazionale che ne facilita lo sviluppo e il mantenimento». Tutto nel contesto di un comparto che non ha mai smesso di investire per la formazione: in questo ambito nel 2016 sarà sempre più centrale il ruolo del POTECO che si candida definitivamente ad essere punto di riferimento per studenti provenienti da tutto il mondo interessati a formarsi in aree specifiche dell’intera filiera-pelle.

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(foto Jonida Mansaku per Assoconciatori)

 

 

 

 

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